{"id":126,"date":"2012-04-22T02:52:16","date_gmt":"2012-04-22T00:52:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianopizzirani.com\/?p=126"},"modified":"2012-04-22T02:52:16","modified_gmt":"2012-04-22T00:52:16","slug":"democrazia-della-cultura-contro-democrazia-dei-partiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/massimilianopizzirani.com\/?p=126","title":{"rendered":"Una democrazia della cultura contro la democrazia dei partiti"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1828 negli Stati Uniti infiammava la campagna presidenziale che vedeva sfidarsi John Quincy Adams, ex professore ad Harvard, e Andrew Jackson, un grande eroe di guerra. Uno slogan della campagna di Jackson distingueva cos\u00ec i due:<\/p>\n<p>\u201cJohn Quincy Adams who can write \/ And Andrew Jackson who can fight.\u201d<br \/>\u00a0(\u201cJohn Quincy Adams che sa scrivere \/ E Andrew Jackson che sa combattere.\u201d)<\/p>\n<p>Naturalmente vinse l\u2019eroe Jackson. L\u2019America essendo un paese di confine e per lungo tempo selvaggio e pericoloso ha dato vita a un mito della forza bruta che persiste ancora oggi, nonostante una delle cose migliori che siano riusciti a fare nella loro storia gli americani siano le universit\u00e0. E questo \u00e8 continuato fino a Bush junior, che \u00e8 riuscito a farsi eleggere per la seconda volta vestendo i panni di supremo capo dell\u2019esercito in guerra, lui che aveva fatto il militare nell\u2019aeronautica ma ha un quoziente di intelligenza tale che non dovrebbero permettergli di guidare neanche un triciclo, figuriamoci un aeroplano o uno stato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che tutti i militari siano per forza dei cattivi politici: Gheddafi e Sankara erano militari, cos\u00ec De Gaulle e Churchill (che era stato nell\u2019esercito in giovent\u00f9 e poi si era dedicato alla scrittura e alla vita politica). E l\u2019America ha avuto anche Washington e Eisenhower come generali presidenti. Ma bisogna diffidare dei militari politici almeno quando la loro popolarit\u00e0 nasce da una guerra che scoppia improvvisamente quando il loro potere vacilla o ha bisogno di essere rinforzato: ad esempio come nel caso di Putin (che non era un militare ma era stato a capo dei servizi segreti e sostenitore della guerra in Cecenia) quando casualmente due palazzi saltarono in aria, secondo lui per colpa dei terroristi ceceni, facendo salire alle stelle le sue quotazioni politiche; anche l\u2019attentato alle torri gemelle ovviamente \u00e8 molto simile, ma in quel caso la ragione quantomeno non era certo quella di far guadagnare qualche punto a Bush (anche se \u00e8 ci\u00f2 che accadde), n\u00e9 era lui il mandante.<\/p>\n<p>Con questo non voglio dire che i professori universitari siano dei candidati ideali per la politica: il governo Monti ne \u00e8 un esempio, con tutti i suoi professori ed esperti vari \u00e8 fatto di persone troppo ricche e troppo legate al mondo della finanza per poter essere un buon governo (certo sono un grande miglioramento rispetto a Berlusconi, ma non \u00e8 un grande metro di paragone, anche Topo Gigio e Geronimo Stilton sarebbero un miglioramento rispetto a Berlusconi). Ma dei professori veri, rispettati a livello internazionale ed esperti in varie discipline potrebbero essere uno dei migliori modi per formare un governo in una nazione ricca, che pu\u00f2 produrre grandi uomini di cultura, sicuramente migliore rispetto alla moderna democrazia in cui la gente vota dei partiti che poi vanno al governo senza alcuna cognizione di causa, senza conoscere nulla dei problemi che devono affrontare, e senza aver bisogno di avere nessuna particolare intelligenza o preparazione. Certo in Italia abbiamo avuto ministri Bossi e Calderoli che sono dei casi eclatanti che fanno impallidire, credo, qualunque altro ministro europeo, ma pi\u00f9 o meno credo che sia un discorso che vale per la maggior parte dei governi occidentali.<\/p>\n<p>Curiosamente la nostra societ\u00e0 ha la potenzialit\u00e0 di produrre grandi menti facilmente: abbiamo centinaia di universit\u00e0, milioni di libri, migliaia di professori, internet\u2026 ed io credo che qualche grande mente venga prodotta, anche solo per caso, nonostante tutti i piaceri e le distrazioni della vita moderna, \u00e8 che il sistema \u00e8 fatto apposta per escludere le persone pi\u00f9 capaci, soprattutto in Italia. Bisogna considerare seriamente dei personaggi come Bush, Bossi e Berlusconi, perch\u00e9 che dei personaggi cos\u00ec carnevaleschi e di bassa lega abbiano raggiunto un potere tale da poter decidere della vita e della morte di milioni di persone \u00e8 preoccupante. Bush avrebbe potuto scatenare una guerra nucleare se il neurone che gli gira nella testa solitario un giorno si fosse svegliato di cattivo umore e avesse avuto voglia di polverizzare la Cina o la Russia; in Italia quando Berlusconi e Bossi si sono affacciati al potere la \u2018ndrangheta era una modesta organizzazione criminale che riscuoteva il pizzo in Calabria e lottava con la sacra corona unita per organizzare l\u2019immigrazione dei clandestini dall\u2019Albania, oggi \u00e8 una superpotenza estesa a tutta Italia e anche a molti altri paesi del mondo, che traffica armi e droga e con la sua attivit\u00e0 provoca direttamente e indirettamente la morte di centinaia di migliaia (se non milioni) di persone all\u2019anno, mentre i tribunali non hanno la carta e i computer, e la polizia non ha la benzina.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 dell\u2019apparenza e abituata al cinema, alla televisione e alla pubblicit\u00e0, \u00e8 logico che vincano le elezioni i pi\u00f9 ricchi, i pi\u00f9 belli, i pi\u00f9 telegenici. La gente vota alle elezioni esattamente come voterebbe un premio oscar o un telegatto, ascolta fiduciosa Berlusconi come ascolta Barbara d\u2019Urso o Bruno Vespa, con la stessa cieca fiducia che deriva dal fatto di essere passivi telespettatori.<\/p>\n<p>In un documentario sulla Cina di qualche anno fa il regista domand\u00f2 a un ragazzo come mai non ci fossero contestazioni contro il governo, e lui rispose dicendo che i politici sapevano quello che stavano facendo, e non era compito del popolo giudicarli; successivamente il regista gli disse che era strano per gli occidentali questo amore verso il governo, al che il ragazzo cinese lo corresse dicendo \u201cio non ho mai detto che amo il mio governo, ma ho fiducia nel mio governo\u201d. Ecco quello che accade in Italia, e forse in misura minore in America e in molti altri paesi occidentali, \u00e8 proprio il contrario: la gente vota i politici che ama, ma non si fida di loro. Il voto \u00e8 un atto d\u2019amore, o di fede, o di speranza, ma mai di fiducia. Per questo il modello cinese \u00e8 migliore di quello democratico, almeno finch\u00e9 c\u2019\u00e8 senso di responsabilit\u00e0 nel partito, e un governo di professori e uomini di cultura sarebbe ancora migliore. La presenza di diversi partiti a cosa serve in un\u2019era in cui non esistono pi\u00f9 ideologie? Serve solo a far finta che esista antagonismo, in realt\u00e0 tutti devono essere dello stesso partito, tutti devono fare il bene del paese, e devono essere scelti in base alle loro capacit\u00e0 e non alla loro bravura nel creare nuovi gruppi e slogan accattivanti. I partiti dovrebbero essere aboliti perch\u00e9 nel ventunesimo secolo non possono essere altro che una truffa: in Italia i partiti aumentano, cambiano nome, si uniscono e si dividono, ma le idee sono sempre di meno; in America ci sono due partiti che sono alla fine speculari e non hanno praticamente differenze, e anche i presidenti degli Stati Uniti sono tranquillamente intercambiabili, tanto a scrivergli i discorsi \u00e8 sempre qualcun altro, cos\u00ec come a prendere le decisioni vere. Finch\u00e9 le persone potranno andare a votare mettendo una croce su un simbolo la situazione non potr\u00e0 che peggiorare, perch\u00e8 centinaia di politici sconosciuti continueranno ad essere eletti solo perch\u00e8 sono iscritti a un certo partito, e una volta eletti nessuno sapr\u00e0 ci\u00f2 che fanno o non fanno in parlamento; eliminando i partiti e non mettendo neppure i nomi sulle schede elettorali si rivoluzionerebbe la politica: un elettore dovrebbe conoscere esattamente il nome di chi vuole eleggere, non potrebbe semplicemente mettere una croce su un simbolo o su un nome, e anche Berlusconi potrebbe non essere eletto se si trovasse di fronte qualche concorrente capace, non avrebbe un peso determinante il possesso dei media e la sua ricchezza, perch\u00e8 per vincere dovrebbe fare discorsi convincenti e non solo pubblicit\u00e0. Oggi invece fino a quando Berlusconi potr\u00e0 e vorr\u00e0 sar\u00e0 sempre in parlamento, non esiste modo in cui il popolo italiano possa cacciarlo senza ricorrere al linciaggio: Berlusconi potr\u00e0 trovare sempre e comunque qualche centinaio di migliaio di voti per lui grazie ai suoi soldi e alle sue televisioni, anche se venisse resa pubblica una registrazione in cui chiede alla mafia di uccidere Borsellino, anche se dovesse coprirsi di ridicolo in qualunque modo possibile e immaginabile, finch\u00e9 non dichiarer\u00e0 bancarotta ci saranno sempre molte persone disposte a credere in lui come in padre Pio, senza che lui debba mai fare un vero e proprio discorso, dare conto delle cose che ha fatto, o affrontare un dibattito contro qualche reale avversario politico o delle domande di veri giornalisti.<\/p>\n<p>La democrazia funziona quando c&#8217;\u00e8 una reale competizione, e quando questa competizione si basa sulle idee, non sugli slogan. Per questo dovrebbe essere naturale favorire la candidatura di professori universitari e altri uomini di cultura, e questo pu\u00f2 essere raggiunto stabilendo degli esami di cultura generale e di storia da superare per poter candidarsi, in modo da evitare di avere parlamentari come ad esempio il Trota, e rendendo necessario e ineludibile lo scontro dialettico tra i candidati, che devono essere obbligati a confrontarsi pubblicamente. Bisognerebbe vietare la pubblicit\u00e0 in televisione, in radio, nei cartelloni e dappertutto, perch\u00e8 chi vota deve votare il politico che sceglie perch\u00e8 l&#8217;ha sentito parlare e gli \u00e8 piaciuto, non perch\u00e8 ha visto centinaia o migliaia di pubblicit\u00e0; in questo modo chi \u00e8 pi\u00f9 ricco non sarebbe favorito, e non sarebbe necessario avere soldi per partecipare (o fare parte di un partito, come \u00e8 adesso). Se si arriver\u00e0 a questo allora la democrazia potr\u00e0 fare un vero salto di qualit\u00e0 e diventare un sistema di governo realmente appetibile ed efficiente, altrimenti sar\u00e0 ben presto soppiantata da rivoluzioni e dittature populiste o illuminate, che si libereranno con la forza e col sangue dei politici, dei partiti, dei banchieri e di tutti quelli che dominano o vivono parassitariamente della politica oggi.<\/p>\n<p>In ogni caso sar\u00e0 un miglioramento.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1828 negli Stati Uniti infiammava la campagna presidenziale che vedeva sfidarsi John Quincy Adams, ex professore ad Harvard, e Andrew Jackson, un grande eroe di guerra. 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